La scadenza del termine per proporre appello al TAS consente di rivolgersi a un altro Giudice?
Il mancato rispetto del termine per proporre appello al Tribunale Arbitrale dello Sport può impedire definitivamente l’esame della controversia.
La questione non riguarda soltanto la tardività del ricorso. Occorre stabilire se, una volta scaduto il termine, il TAS perda il potere di decidere oppure se la parte perda il diritto di ottenere il riesame della decisione sportiva.
La differenza è essenziale. Se la scadenza facesse venir meno soltanto la giurisdizione del TAS, potrebbe astrattamente aprirsi la strada verso un altro Giudice. Se determinasse invece la perdita del diritto di impugnazione, la decisione contestata diventerebbe definitiva.
La giurisdizione riguarda il potere del Collegio Arbitrale di decidere una controversia. L’ammissibilità riguarda invece la possibilità di esaminare quella specifica domanda.
Giurisdizione e ammissibilità
Il potere del TAS nasce dall’accordo delle parti. Nel sistema sportivo, tale accordo può essere contenuto in un contratto oppure negli Statuti e nei rRegolamenti della Federazione competente.
Una questione di giurisdizione può riguardare l’assenza di una valida clausola arbitrale, la mancata accettazione dell’arbitrato da parte di uno dei soggetti coinvolti oppure una controversia estranea all’ambito della clausola.
L’ammissibilità presuppone invece che il Collegio abbia il potere di decidere, ma che esista un ostacolo all’esame nel merito della specifica domanda.
In termini semplici, la giurisdizione riguarda il Collegio; l’ammissibilità riguarda la domanda.
La distinzione produce conseguenze concrete. L’eccezione di giurisdizione deve essere sollevata prima della difesa nel merito. Una questione di ammissibilità può invece essere esaminata anche d’ufficio, purché le parti abbiano la possibilità di pronunciarsi.
Inoltre, l’erronea affermazione o negazione della giurisdizione può essere contestata davanti al Tribunale Federale Svizzero. Le questioni di ammissibilità, essendo riferite alla domanda e al merito della controversia, non possono normalmente essere riesaminate come questioni di competenza.
Un fax inviato dopo l’orario d’ufficio
Il problema è stato affrontato nel lodo CAS 2004/A/574, Associação Portuguesa de Desportos contro Club Valencia C.F. S.A.D., pronunciato il 15 settembre 2004.
La controversia riguardava il pagamento di 500.000 dollari previsto da un accordo collegato al trasferimento di un calciatore. La FIFA aveva dichiarato di non avere giurisdizione e il club brasiliano aveva presentato appello al TAS.
Il termine applicabile era di dieci giorni dalla notificazione della decisione. Il provvedimento era stato trasmesso via fax venerdì 5 marzo 2004 alle ore 20:10, mentre l’appello era stato depositato il 17 marzo.
Secondo il club, la notificazione avrebbe dovuto considerarsi perfezionata soltanto il lunedì successivo, quando gli uffici avevano potuto prendere effettivamente conoscenza del documento.
Il Collegio seguì una diversa interpretazione. Una decisione deve considerarsi notificata quando il destinatario ha la possibilità di conoscerne il contenuto, indipendentemente dal momento in cui il documento venga concretamente letto. L’invio dopo l’orario d’ufficio non aveva quindi spostato la notificazione al successivo giorno lavorativo.
Il termine era iniziato il 6 marzo ed era scaduto il 15 marzo. L’appello risultava quindi tardivo.
Il Collegio ritenne che, decorso il termine previsto dallo Statuto FIFA, non esistesse più tra le parti un valido accordo arbitrale per sottoporre quella specifica impugnazione al TAS. Dichiarò quindi il proprio difetto di giurisdizione e l’inammissibilità dell’appello.
Il TAS non si pronunciò sull’eventuale competenza di un Giudice statale o di un altro Tribunale arbitrale.
La successiva posizione del Tribunale Federale Svizzero
La questione è stata affrontata nuovamente nella decisione 4A_488/2011 del 18 giugno 2012, relativa a un procedimento antidoping nei confronti di un ciclista professionista.
L’atleta era stato prosciolto dal Tribunale Nazionale Antidoping italiano. L’Unione Ciclistica Internazionale aveva impugnato la decisione davanti al TAS, che aveva accertato la violazione e applicato due anni di squalifica. Nel successivo ricorso al Tribunale Federale Svizzero, l’atleta aveva sostenuto che l’appello dell’UCI fosse tardivo e che il TAS non avesse quindi giurisdizione.
Il Tribunale Federale definì espressamente delicata la distinzione tra difetto di giurisdizione, inammissibilità e rigetto dell’appello. Osservò che, nell’arbitrato contrattuale ordinario, la scadenza di un termine previsto dalla convenzione può incidere sulla giurisdizione. L’arbitrato sportivo di appello presenta, però, caratteristiche diverse, perché il potere del TAS deriva normalmente dagli Statuti e dai Regolamenti delle Federazioni.
Il Tribunale Federale considerò convincente, almeno prima facie, la tesi secondo cui il termine per proporre appello al TAS avrebbe natura decadenziale. La sua scadenza non determinerebbe il venir meno della giurisdizione arbitrale, ma la perdita del diritto di sottoporre la decisione sportiva a un successivo controllo. La Corte non adottò, tuttavia, una conclusione definitiva su questo punto.
Se la scadenza eliminasse soltanto la giurisdizione del TAS, la parte potrebbe lasciare decorrere il termine e rivolgersi successivamente al Giudice statale. Potrebbe così sottrarsi alla competenza arbitrale attraverso la propria inerzia.
Nel caso concreto, tuttavia, il Tribunale Federale non risolse definitivamente la questione. L’appello dell’UCI era stato presentato nel termine previsto dalle regole antidoping e il motivo di ricorso risultava comunque infondato.
Il contributo pubblicato nel CAS Bulletin 2016/1 ritiene che la posizione espressa dal Tribunale Federale abbia chiarito i dubbi emersi nella precedente giurisprudenza TAS, rappresentata anche dal lodo del 2004. Lo stesso contributo precisa, tuttavia, che il Tribunale Federale lasciò formalmente aperta la questione, poiché non era necessario risolverla per decidere il ricorso.
La scadenza non apre automaticamente un altro Foro
La soluzione indicata dal Tribunale Federale produce una conseguenza particolarmente severa.
La parte che lascia scadere il termine non può presumere di poter ricominciare la controversia davanti a un Giudice statale. La tardività può comportare la perdita definitiva del diritto di sottoporre la decisione sportiva a un controllo giurisdizionale.
La scadenza del termine per proporre appello al TAS non apre automaticamente la strada a un altro Giudice. Può rendere definitiva la decisione dell’organismo sportivo e impedirne ogni successivo riesame.
Il rispetto del termine assume quindi un valore sostanziale. Prima di discutere i fatti o costruire la strategia difensiva, occorre individuare la norma che consente l’appello, verificare la durata del termine e stabilire con precisione il momento dal quale inizia a decorrere.
Particolare attenzione deve essere riservata alla notificazione. Il lodo del 2004 dimostra che il termine può decorrere dal momento in cui il documento è reso accessibile al destinatario, anche quando questi non ne abbia ancora preso effettiva conoscenza.
Non è inoltre possibile fare affidamento su un termine generalmente applicato nei procedimenti TAS. Gli Statuti e i Regolamenti dell’organismo sportivo possono prevedere termini differenti e specifiche modalità di comunicazione.
Nel contenzioso sportivo internazionale, il termine per proporre appello non è una formalità secondaria. È la condizione che consente a una domanda, anche quando fondata, di essere esaminata nel merito.
La linea di confine tra giurisdizione e ammissibilità non è sempre netta e dipende dalla formulazione della clausola arbitrale e delle norme applicabili. Il principio operativo, però, è chiaro: una volta ricevuta la decisione, la verifica del termine deve precedere qualsiasi altra attività difensiva.