Tipologia di atleti e Anti-Doping Organizations
Anche gli atleti non professionisti possono essere sottoposti ai controlli antidoping.
Tale circostanza è talvolta sottovalutata dagli sportivi c.d. amatori, i quali, al momento del tesseramento, dichiarano di conoscere e accettare la normativa antidoping vigente, nazionale e internazionale, comprese le disposizioni del Codice Mondiale Antidoping (World Anti-Doping Code), degli Standard Internazionali WADA e dei regolamenti della Federazione Sportiva competente.
L’atleta tesserato, indipendentemente dallo status professionistico o dal livello agonistico, riconosce di essere soggetto ai controlli antidoping, in competizione e fuori competizione, nonché alle procedure di gestione dei risultati e alle eventuali sanzioni previste dalla normativa applicabile.
La disciplina antidoping è particolarmente complessa e gli standard probatori sono improntati al principio della comfortable satisfaction, criterio intermedio collocabile tra il mero bilanciamento delle probabilità proprio del diritto civile e la prova oltre ogni ragionevole dubbio tipica del processo penale. L’onere di dimostrare la sussistenza della violazione incombe sull’Organizzazione Antidoping competente, mentre all’atleta può essere richiesto di provare eventuali circostanze esimenti o attenuanti secondo il criterio del balance of probabilities, comunemente tradotto come “più probabile che non”.
In tale contesto, anche l’assunzione di farmaci comunemente ritenuti innocui, inclusi alcuni medicinali da banco, può determinare un esito analitico avverso e l’avvio di un procedimento disciplinare suscettibile di produrre rilevanti conseguenze sportive, economiche e reputazionali. Per tale ragione, è fondamentale verificare preventivamente la compatibilità di farmaci, integratori e trattamenti terapeutici con la normativa antidoping applicabile e adottare ogni cautela utile alla corretta documentazione delle relative circostanze.
In presenza di un controllo antidoping, è generalmente opportuno dichiarare immediatamente le sostanze e i farmaci assunti, verificando attentamente il contenuto del verbale prima della sottoscrizione. Può inoltre risultare utile conservare la prescrizione medica, ove esistente, e la documentazione relativa all’acquisto del prodotto, al fine di dimostrare l’assenza di intenzionalità e l’estraneità a finalità di miglioramento illecito della prestazione sportiva.
In ambito nazionale, la gestione dei risultati è demandata a NADO Italia, mentre nelle competizioni internazionali o nei confronti degli atleti di livello internazionale la procedura può essere avviata e gestita dalla Federazione Internazionale competente o da altre Anti-Doping Organizations titolari della relativa giurisdizione.
In caso di esito avverso, l’atleta riceve la notifica del provvedimento e deve immediatamente valutare le possibili linee difensive.
La notifica puà essere accompagnata dall’applicazione di una sospensione provvisoria, che impedisce la partecipazione a competizioni ed eventi sportivi sino alla revoca della misura o alla conclusione del procedimento.
NADO Italia, in ambito nazionale, oppure la Federazione Internazionale competente o altra Anti-Doping Organization titolare della giurisdizione, in ambito internazionale, valuteranno le prime difese presentate dall’atleta. Qualora ritengano sussistente una violazione delle norme antidoping, procederanno alla notificazione dell’atto di accusa (Notice of Charge), recante l’indicazione dell’addebito contestato e delle conseguenze sanzionatorie prospettate.
L’atleta potrà accettare le conseguenze proposte, ove consentito dalla normativa applicabile, oppure contestare l’accusa richiedendo la celebrazione di un’udienza dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping o al competente organo giudicante internazionale previsto dai regolamenti della Federazione Internazionale interessata.
In questa fase assume particolare rilevanza la predisposizione di una strategia difensiva adeguata, finalizzata all’esclusione della responsabilità oppure al riconoscimento delle circostanze che consentano la riduzione del periodo di squalifica previsto dal Codice Mondiale Antidoping.