La garanzia legale del venditore

Che cosa deve garantire il venditore e quali sono i tempi entro i quali è possibile richiedere l’intervento in garanzia?

di Ofelia Oliva

Il Codice del Consumo agli artt. 128 e seguenti stabilisce che il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita e che è responsabile entro due anni dalla consegna per i difetti di conformità del bene, denunciati dal consumatore entro due mesi dalla scoperta.

Pertanto la garanzia legale opera dal momento dell’acquisto/consegna per due anni (24 mesi) a cui vanno anche aggiunti gli ulteriori due mesi previsti per denunciare il difetto di conformità del bene, quindi si applica per un periodo complessivo di due anni e due mesi (totale 26 mesi)

La garanzia legale copre i difetti esistenti al momento della consegna, quindi è necessario conservare sempre la prova di acquisto, ricevuta fiscale e/o scontrino, come è opportuno fare una fotocopia di questi documenti (ricevuta/scontrino) per evitare che gli originali si scolorino con il passare del tempo, durante l’intero periodo di vigenza della garanzia.
Per difetti di conformità del bene si intendono: prodotti difettosi che funzionano male o che non rispondono all’uso dichiarato dal venditore o al quale il bene è generalmente destinato.
Per essere conforme un bene deve essere:

  • idoneo all’uso al quale servono beni dello stesso tipo;
  • idoneo all’uso voluto dal consumatore, dichiarato al venditore al momento della vendita e da questi accettato;
  • conforme alla descrizione fatta dal venditore o dal produttore e possedere le qualità descritte;
  • possedere le qualità mostrate attraverso un campione o un modello;
  • in caso il prodotto preveda l’installazione ed il difetto di conformità derivi da una imperfetta installazione del bene, quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita la non corretta installazione è equiparata al difetto di conformità del bene.

La normativa prevede due tipi di garanzia.

La garanzia legale che è obbligatoria ed è prestata dal venditore

E’ quindi il venditore il soggetto direttamente responsabile a cui il consumatore deve rivolgersi per primo e non appena (entro 2 mesi dalla scoperta) evidenzia difetti di conformità del bene. L’art. 131 del Codice del Consumo prevede per il venditore la possibilità di rivalersi a sua volta sul responsabile del difetto di conformità tramite la cd. azione di regresso.

La garanzia commerciale (o convenzionale) che è facoltativa, si aggiunge a quella legale e, una volta prevista, è prestata dal produttore.

In base all’art. 133 del Codice del Consumo è prevista la possibilità di offrire gratuitamente o a pagamento una garanzia convenzionale.
Si tratta di una garanzia offerta dal produttore che si aggiunge alla garanzia legale, senza limitarla o escluderla, comprendendo servizi aggiuntivi di assistenza. E’ facoltativa e libera nella durata, nell’oggetto e nell’estensione territoriale; non può limitare i diritti del consumatore previsti dalla granzia legale ma solo ampliarli. La garanzia convenzionale vincola chi la offre secondo le modalità indicate nella dichiarazione di garanzia medesima o nella relativa pubblicità.
Il consumatore che intende far valere i propri diritti in materia di garanzia legale deve rivolgersi direttamente al venditore del bene e, in base all’art. 130 del Codice del Consumo, in caso di difetto di conformità il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (art. 130, commi 3, 4, 5 e 6) ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (art. 130, commi 7, 8 e 9).

Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro

Inoltre le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene stesso.
Sempre in base all’art. 130, dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti:

  • qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo (di cui al comma 5 art. 130), salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto;
  • qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio.

Un difetto di conformità di lieve entità per il quale non è stato possibile o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non dà diritto alla risoluzione del contratto

Nel caso di difetti che si manifestano nei primi sei mesi dalla data di consegna del bene, l’art. 132, co, 3. sancisce che: “Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto di conformità”
Si precisa che la garanzia legale di conformità è obbligatoria e inderogabile, sono quindi illegittime le clausole contrattuali che escludono o limitano diritti del consumatore in quest’ambito.


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Covid: trasporti e prevenzione nella fase 2

di Ofelia Oliva

La regolamentazione del trasporto pubblico e privato nella c.d. fase 2 dell’emergenza Covid-19

Fino al 2 giugno 2020 erano consentiti soltanto gli spostamenti al di fuori della propria regione per ragioni di lavoro, assoluta urgenza o per motivi di salute propri o di un parente stretto. A partire dal 3 giugno sono di nuovo consentiti gli spostamenti interregionali.
A decorrere dal 3 giugno è quindi divenuto possibile spostarsi in Italia tra diverse regioni e, venendo meno questa limitazione, non è di conseguenza più necessario dotarsi di autocertificazione durante gli spostamenti. Permangono invece restrizioni, per far rispettare il distanziamento sociale allo scopo di prevenire la diffusione del coronavirus, che si applicano anche in ambito di trasporto pubblico e privato.
Le regole anti-Covid sul trasporto privato prevedono una prima distinzione: se si tratta di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare o meno, permanendo in taluni casi ancora la regola generale dell’obbligo di indossare la mascherina e mantenere la distanza di sicurezza nell’abitacolo.
Sotto questo profilo, le persone appartenenti allo stesso nucleo familiare non hanno particolari restrinzioni, possono spostarsi in auto insieme senza limitazioni, pertanto in macchina potranno viaggiare tanti passeggeri quanti sono quelli consentiti dalla vettura. In sostanza è possibile trasportare il numero di passeggeri per cui è omologata l’auto.
Le FAQ del governo esplicitano che, col termine “nucleo familiare”, si intende chi abita nello stesso alloggio, indipendentemente dai vincoli di parentela o di matrimonio. Pertanto, se si è parenti ma non si vive nello stesso alloggio, come nel caso di nonni e nipoti, non si può essere più di due nell’abitacolo non essendo residenti nella stessa casa.
Inoltre, per quanto riguarda gli spostamenti in macchina con gli amici: se si tratta di amici non conviventi questi possono viaggiare e spostarsi assieme in macchina ma debboo rispettare le regole sul distanziamento, ad esempio su una utilitaria possono essere trasportate 3 persone, il conducente e due passeggeri, seduti distanziati.
Ricordiamo che la mascherina resta ancora obbligatoria per tutti nel caso di persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, quindi residenti nello stesso alloggio.
Le regole antiassembramento sono previste dall’allegato 15 al DPCM 17 maggio sul trasporto pubblico, assimilando la macchina al taxi (il mezzo più simile all’auto privata).

La regola generale per i passeggeri non conviventi, è la presenza solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, lasciando il posto centrale vuoto (in una vettura in cui ogni fila ha tre posti) per consentire il distanziamento sociale, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina

Chi non indossa la mascherina rischia una sanzione di 533 euro (riducibili, se la multa viene pagata entro 5 giorni, a 373,34 euro)
Se nell’auto viene installato un separatore fra zona anteriore e posteriore del veicolo, viene meno l’obbligo di indossare la mascherina: in questo caso è ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore.
Passando ai mezzi pubblici qui gli accessi sono previsti contingentati per assicurare il rispetto del distanziamento interpersonale e la mascherina resta sempre obbligatoria. Inoltre sono state previste norme specifiche in ambito di sanificazione dei mezzi di trasporto pubblico.
Moto e scooter sono molto utili per snellire il traffico, ma le regole sembrano essere poco chiare. Chi viaggia da solo può non indossare la mascherina considerando che porta comunque il casco.
Se si viaggia invece in due e non si è conviventi l’obbligo della mascherina dovrebbe persistere, in particolare quando si utilizzano caschi non integrali che, quindi, lasciano scoperta una parte del viso.
Regole a parte è quanto mai opportuno ricordare che l’utilizzo delle mascherine ed il distanziamento interpersonale sono volti a limitare al massimo la diffusione del virus, pertanto ciascuno dovrebbe agire attenendosi spontaneamente ed applicando volontariamente criteri di massima cautela, a prescindere dai divieti pure vigenti.


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Misure per persone e famiglie in difficoltà

di Ofelia Oliva

Esaminiamo le principali misure (bonus, agevolazioni, riduzioni, esenzioni, sconti, ecc) adottate dal Governo per l’anno 2020 in favore delle persone e delle famiglie in difficoltà.

Esenzione Canone Rai over 75 anni

Si tratta di una esenzione che prevede un requisito di età e di reddito.
Infatti, i cittadini che hanno compiuto 75 anni ed il cui reddito annuo  (proprio e del coniuge) non supera gli 8.000 euro, senza conviventi titolari di un reddito proprio possono presentare una dichiarazione sostitutiva con cui attestano il possesso di questi requisiti per essere esonerati dal pagamento del canone TV. Dai conviventi sono esclusi i collaboratori domestici, colf e badanti che, quindi, anche se conviventi non si considerano.
L’agevolazione compete per uno o più apparecchi televisivi nell’abitazione di residenza, non compete per l’apparecchio televisivo ubicato in luogo diverso da quello di residenza.

Agevolazioni per i servizi di rete fissa-Telecom (Servizio Universale)

Si tratta di esenzioni a cui hanno diritto chi ha un reddito familiare basso o chi ha una disabilità. Ogni utente ha diritto ad essere connesso alla rete fissa. Il Servizio Universale è l’insieme dei servizi messi a disposizione di tutti gli utenti finali a un livello qualitativo stabilito e a un prezzo accessibile, indipendentemente dalla posizione geografica. La disciplina del Servizio Universale è definita dal Codice delle comunicazioni elettroniche (artt. 43-64).

Bonus telecom per reddito

Ne hanno diritto i nuclei familiari che hanno un ISEE familiare non superiore a 8.112,23 euro all’anno e comporta una riduzione del canone Telecom del 50% che consente di far scendere la spesa mensile da euro 19 ad euro 9,5. Inoltre sono previsti anche 30 minuti gratuiti al mese di telefonate verso tutte le numerazioni nazionali fissi e mobili. Possano essere attivate soluzioni “unbundle”: servizi scollegati da ogni altro. In pratica l’utente, così l’utente cha ha attive altre offerte TIM può ugualmente ottenere la sola fonia in modo da usufruire dell’agevolazione.
L’agevolazione è valida anche per i nuclei familiari di anziani al di sopra dei 75 anni, per i percettori di pensioni sociali o di invalidità e per i capifamiglia disoccupati.
L’agevolazione ha una durata pari alla scadenza di validità dell’attestato ISEE, il 15 gennaio dell’anno successivo al rilascio dell’attestato, il rinnovo dell’agevolazione è annuale.
TIM ha esteso l’agevolazione del 50% anche al servizio di accesso ad internet a banda larga – offerta internet Alice (connessione 7 mega Adsl).

Bonus telecom per utenti affetti da sordità

Ne hanno diritto e sono esenti dal pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico due categorie di soggetti:
⁃ gli abbonati residenziali sordi
⁃ gli abbonati residenziali nel cui nucleo familiare sia presente un soggetto sordo,
La domanda per l’agevolazione va presentata dall’utente all’operatore che fornisce il servizio al momento della sottoscrizione del contratto o in qualsiasi momento successivo del rapporto contrattuale, allegando la certificazione medica rilasciata dalla competente autorità sanitaria pubblica comprovante la sordità. Nel caso in cui la domanda sia presentata da un utente convivente con il soggetto che ne ha diritto deve essere depositata anche la certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare.
L’agevolazione ha effetto dal giorno di presentazione della domanda completa della documentazione richesta e resta valida per tutta la durata del rapporto contrattuale. L’utente contraente è tenuto a comunicare immediatamente all’operatore che fornisce il servizio la data in cui il soggetto avente diritto alla agevolazione abbia eventualmente cessato di far parte del nucleo familiare

Agevolazioni per i servizi di rete fissa per persone con disabilità

Riconoscendo che il telefono è uno strumento di comunicazione e di soccorso per le persone con disabilità, Gli operatori che offrono servizi voce e servizi di trasmissione dati da postazione fissa, riconoscono agli utenti sordi, ciechi totali e ciechi parziali, ovvero agli utenti nel cui nucleo familiare sia presente un soggetto sordo, cieco totale o cieco parziale, a prescindere dalla tecnologia e dalla velocità di connessione prescelte dal richiedente, una riduzione del 50% del canone mensile per tutte le offerte flat e semiflat voce e dati e per le offerte di sola navigazione ad internet o la fruizione di almeno 180 (centottanta) ore mensili gratuite di navigazione internet per tutte le proprie offerte di accesso ad internet a consumo.
La domanda per l’agevolazione va presentata dall’utente all’operatore che fornisce il servizio al momento della sottoscrizione del contratto o in qualsiasi momento successivo del rapporto contrattuale, allegando la certificazione medica rilasciata dalla competente autorità sanitaria pubblica comprovante la sordità, la cecità totale e parziale. Nel caso in cui la domanda sia presentata da un utente convivente con il soggetto che ne ha diritto deve essere depositata anche la certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare.
L’agevolazione ha effetto dal giorno di presentazione della domanda completa della documentazione richesta e resta valida per tutta la durata del rapporto contrattuale. L’utente contraente è tenuto a comunicare immediatamente all’operatore che fornisce il servizio la data in cui il soggetto avente diritto alla agevolazione abbia eventualmente cessato di far parte del nucleo familiare
il Legislatore ha previsto l’esenzione dal pagamento della tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari ed una riduzione del 50% sul canone delle offerte flat internet e telefono oppure la fruizione di almeno 180 ore gratis al mese per le offerte internet a consumo.

I Bonus previsti o confermati per il 2020 sono molti e coprono diversi ambiti, da quello sanitario, tra cui l’esenzione ticket sanitario per reddito e disoccupazione e l’abolizione del superticket sanitario, all’ambito della casa o ancora altri

Tra i più diffusi rientrano:
Ecobonus: detrazioni o sconti pari al 65% o al 50% per chi effettua interventi di risparmio energetico, è prevista una spesa massima di 100 mila euro;
Bonus ristrutturazione: detrazioni del 50% per un massimo di spesa di 96 mila euro;
Bonus verde: detrazione del 36% per riqualificazione urbana su interventi di privati su terrazzi, balconi e giardini;
Bonus finestre e infissi: con detrazione o sconto fino al 50%, da utilizarsi come ecobonus o bonus ristrutturazioni;
Bonus mobili: detrazione pari al 50% per la spesa sostenuta per acquistare mobili o elettrodomestici.
Bonus affitto 2020: è una agevolazione concessa tramite bando emesso dai Comuni, possono parteciparvi i cittadini che rientrano in determinate soglie Isee e se la casa in affitto è l’abitazione principale. Le detrazioni fiscali previste variano in base al tipo di contratto e alle caratteristiche dell’affittuario.
Bonus libri 2020: è una agevolazione pensata per i nuclei familiari svantaggiati che consiste nella istituzione della Carta della Cultura del valore di 100 euro con cui il titolare potrà acquistare libri, anche in versione digitale, da utilizare entro un anno dal suo rilascio.


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Il conto corrente

Il conto corrente è un contratto stipulato tra una persona fisica o giuridica (società o associazione) e un Istituto di Credito

di Ofelia Oliva

nel quale il Cliente (la persona fisica o giuridica) deposita una somma di denaro che la Banca custidisce.
Il denaro è sempre a disposizione del Cliente e la Banca, inoltre, può offrire una serie di servizi, come l’accredito dello stipendio, la domiciliazione delle bollette, l’incasso bonifici ecc.
Per scegliere il conto corrente più adatto alle diverse esigenze dei Clienti sarà necessario pevedere l’utilizzo che se ne intende fare, poiché il costo dei conti correnti varia molto e può dipendere anche dal numero di operazioni effettuate.

Ogni conto corrente è contraddistinto dall’IBAN

un codice identificativo costituito da 27 carattere alfanumerici (lettere e numeri) che inizia con le lettere IT (Italia).
Spesso i conti correnti che prevedono l’utilizzo on-line risultano meno costosi, ma è importante operare in sicurezza, utilizzando tutte le precauzioni previste. In genere le banche dedicano molta attenzione a queste informazioni ed è possibile repirirle sulle pagine web dedicate.
La c.d. domiciliazione delle bollette prevede una autorizzazione al pagamento in automatico di determinati pagamenti (ad esempio: mutuo, bollette di luce, gas e telefonia, canone di affitto, ecc.).
Si tratta di un servizio offerto per semplificare i pagamenti con scadenza periodica, ma resta sempre opportuno verificare gli importi addebitati e la corrispondenza tra pagamento effettuato e quanto realmente dovuto per consumi effettivamente utilizzati. Spesso, infatti, le bollette di luce o gas riportano consumi stimati che possono essere maggiori dei consumi reali ed effettuare una verifica periodoca consente quindi di allineare i pagamenti domiciliati ai consumi reali.
In sostanza la domiciliazione è certamente utile, oltre che comoda, ma non esime il cliente dall’effettuare i controlli del caso.
L’estratto conto, tra l’altro, indica i movimenti del conto corrente – cioè i dati relativi alle operazioni effettuate nel periodo di riferimento, e le competenze, ovverosia i dati per il calcolo degli interessi (attivi e/o passivi) e delle spese.

L’estratto conto è il documento che la banca elabora con una determinata periodocità ed elenca in ordine cronologico tutti i movimenti del conto corrente

Per ogni movimento l’estratto conto in genere riporta:

  • la data dell’operazione –  il giorno solare in cui si compie un’operazione di accredito o addebito;
  • la data della valuta – il giorno dalla quale decorrono gli interessi a debito o a credito
  • la descrizione dell’operazione
  • l’importo dell’operazione, con segno positivo o negativo.

I consumatori trovano nell’estratto conto anche l’ISC

indicatore sintetico di costo, si tratta di un dato introdotto dalle norme sulla trasparenza emanate da Banca d’Italia e rappresenta il costo annuo indicativo di un conto corrente.

L’indicatore consente al Cliente di compiere scelte più consapevoli poiché, fornendo una previsione del costo annuale del conto corrente, permette di fare una stima delle spese che dovranno sostenersi.
Nella fase di verifica dei costi sostenuti annualmente, contenuti nel rendiconto riepilogativo del conto, l’ISC rappresenta un valore di riferimento utilizzabile dal Cliente per confrontare le spese sostenute in base alle operazioni svolte.
Leggendo l’estratto conto, si evidenziano altre due voci:

il saldo contabile ed il saldo disponibile

Il saldo contabile registra la differenza tra operazioni a credito e quelle a debitoriportandole in ordine di data, si tratta della somma algebrica tra entrate ed uscite registrate sul conto corrente e riportate sull’estratto conto. Sono tutte le operazioni effettuate e registrate sul conto corrente, visualizzabili nella lista movimenti.
Il saldo disponibile indica, invece, la somma effettivamente a disposizione sul conto corrente, incluse le operazioni recenti non ancora inserite nella lista movimenti e, in caso vi sia un fido bancario, include anche quello.
Ricordiamo, in sintesi, che il fido o affidamento è la somma che la banca, su richiesta del cliente, si impegna a mettere a sua disposizione oltre il saldo disponibile. Il contratto può prevedere il pagamento di interessi sulle somme utilizzate e una commissione onnicomprensiva.
Per non incorrere in uno scoperto è necessario fare sempre riferimento al saldo disponibile che evidenzia, appunto, di quale somma possiamo in concreto disporre e non bisogna invece far riferimento al saldo contabile.
Nel caso in cui l’estratto conto bancario ricevuto contenga degli errori è possibile contestarlo e la contestazione va formulata con le modalità ed entro i termini previsti dal contratto di conto corrente.
In genere il termine per sollevare contestazioni è di 60 giorni ma, nel caso in cui l’estratto conto contenga errori di scritturazione, calcolo oppure omissioni e duplicazioni, l’art. 1832 del Codice Civile stabilisce che l’impugnazione va proposta entro 6 mesi dalla ricezione dell’estratto conto.
Invece, nel caso in cui l’estratto conto contenga errori sostanziali quali, ad esempio, l’applicazione di un tasso di interesse sbagliato o di spese non previste dal contratto, il termine di decadenza previsto resta quello ordinario: 10 anni dal ricevimento dell’estratto conto.


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Sistemi di informazioni creditizie: cosa sono e come funzionano

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Il credito al consumo è costituito da finanziamenti concessi da banche o da intermediari finanziari per l’acquisto di un bene o di un servizio, e, come ovvio, questi soggetti, prima di elargire il denaro, hanno necessità di verificare affidabilità e puntualità nei pagamenti effettuati dal cliente

di Ofelia Oliva

Ciò avviene tramite la consultazione di banche dati specifiche, i c.d. SIC, acronimo di Sistemi di Informazioni Creditize.
L’acquisto di un bene tramite contratto di finanziamento offre il vantaggio per il cliente di dilazionare nel tempo il pagamento.
Si tratta di archivi che raccolgono informazioni  sull’apertura e l’andamento dei rapporti di credito attivati dai clienti. I SIC attivi in Italia sono Experian, Consorzio Tutela Credito, Crif, Assilea, e devono controllare l’esattezza delle informazioni segnalate, oltre che provvedere al loro sistematico aggiornamento.
In buona sostanza le informazioni contenute nei SIC servono per valutare l’opportunità di concedere il credito al consumo mediante l’elaborazione di un calcolo sull’affidabilità del soggetto che chiede il prestito.
I SIC appresentano la memoria storica del soggetto che effettua la richiesta e sono indispensabili  per una corretta analisi della c.d. referenza creditizia, intesa come la reputazione che il cliente ha presso le banche e gli intermediari finanziari, derivante proprio dalla correttezza nel tempo dei suoi comportamenti nell’ambito dei rapporti di finanziamento.
I dati contenuti nei SIC sono assai determinanti in quanto, pur non essendo vincolanti, gli intermediari finanziari ne tengono conto per decidere se concedere o meno il finanziamento.
Com’è ovvio che sia, le banche e gli intermediari che consultano i sistemi hanno l’obbligo del segreto e nessun dato può essere utilizzato per finalità diverse rispetto allo sviluppo della referenza creditizia (ad esempio per finalità di marketing).

Può essere utile ricordare alcune regole relative al funzionamento dei SIC:

  • Possono accedere ai SIC, vista l’importanza e delicatezza dei dati trattati, solo determinati soggetti (ad esempio, banche, intermediari finanziari, società di leasing, soggetti che concedono dilazioni di pagamento per fornitura di beni o servizi, che devono avere ricevuto dal cliente una richiesta di finanziamento o aver già erogato un credito quindi durante il periodo di rimborso del finanziamento in atto) e le informazioni sono consultabili solo dai soggetti che aderiscono su base volontaria e che effettuano le comunicazioni ai sistemi.
  • Le informazioni possono essere di tipo anagrafico relative al soggetto (ad esempio nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita, codice fiscale ecc.) oppure relative alle richieste o rapporti di credito instaurati e sull’andamento del rimborso.
  • In base poi all’andamento del rimborso del finanziamento (puntualità nel pagamento delle rate, oppure ritardi) le informazioni contenute nei SIC possono essere positive (riguardare cioè i regolari pagamenti delle rate o l’estinzione del debito) oppure negative (riguardanti rapporti di credito per i quali si sono verificati inadempimenti, ritardi, morosità, insolvenze ecc). In caso siano registrate informazioni di tipo negativo, cioè condotte non corrette, si può essere considerati “cattivi pagatori” e questo può avere effetti negativi sull’accesso al credito.
  • Riguardo ai singoli rapporti ed ai pagamenti, i SIC registrano tutti i dati, sia le informazioni positive che quelle negative, ma l’informazione è resa accessibile solo qualora il cliente/consumatore ritardi il pagamento (di almeno due rate mensili consecutive o trascini per due mesi il mancato pagamento di una rata, oppure di una sola rata, quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime scadenze di pagamento). In questi casi il cliente deve sempre essere informato dall’intermediario che i suoi ritardi di pagamento stanno per essere registrati nei SIC e quindi potrà evitare la segnalazione con il versamento della rata scaduta. Un successivo ritardo nei pagamenti nell’ambito dello stesso rapporto di credito sarà invece subito segnalato nei SIC.
  • Le informazioni riguardanti l’affidabilità e la puntualità dei pagamenti dei clienti possono essere conservate solo per periodi predefiniti, allo scadere dei quali i dati vengono automaticamente cancellati dal sistema senza alcun onere. I tempi di conservazione variano in relazione alla tipologia e gravità dell’irregolarità. L’attività dei SIC privati è disciplinata dal “Codice di deontologia” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2004 ed emanato in attuazione del “Codice sulla privacy” (D. lgs. n.196/2003). Il Garante per la protezione dei dati personali ha la competenza in tale ambito e può disporre verifiche periodiche sull’attività svolta dai SIC. Una volta scaduti i termini, le informazioni sono automaticamente cancellate dal sistema. Se invece nel frattempo si sono verificati, relativamente allo stesso contratto, ulteriori ritardi, il decorso dei termini riprende a decorrere dalla data della nuova regolarizzazione.

E’ bene sapere che non è possibile ottenere la cancellazione delle segnalazioni relative a comportamenti irregolari prima della scadenza dei termini previsti, anche se vi è stata regolarizzazione

Il trattamento dei dati non conforme al codice deontologico può comportare sanzioni e, se del caso, anche risarcimento del danno.


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I diritti dei passeggeri aerei

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Sempre di più si utilizza l’aereo per piccoli e grandi spostamenti

di Ofelia Oliva

Utilizzare questo mezzo di trasporto è divenuto, oramai, molto semplice in quanto i biglietti si acquistano direttamente on line, ed estremamente conveniente grazie al fatto che i prezzi dei biglietti messi in vendita dalle diverse compagnie aeree sono sempre più concorrenziali e, infine, anche comodo potendosi fare tutto da casa, dall’acquisto al check in.
Ma cosa accade se il volo acquistato subisce dei disservizi, ad esempio se viene cancellato, subisce in ritardo o viene negato l’imbarco sul volo prenotato?
E’ importante sapere che in tutti questi casi, a secondo del disservizio subito, sono garantiti ai passeggeri una serie di diritti.
La normativa di riferimento è il Regolamento (CE) N. 261/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri ed assicura i diritti minimi dei passeggeri nei casi di:

  • negato imbarco a passeggeri non consenzienti;
  • cancellazione del volo;
  • ritardo del volo.

Iniziamo quindi a esaminare le differenti ipotesi previste dal Regolamento.

Il negato imbarco consiste nel rifiuto di trasportare su un volo i passeggeri con una prenotazione confermata su quel volo e malgrado gli stessi si siano presentati all’imbarco nei tempi previsti, salvo che vi siano ragionevoli motivi per negare loro l’imbarco (per esempio: motivi di salute o di sicurezza ovvero documenti di viaggio inadeguati)

La cancellazione del volo consiste nella mancata effettuazione di un volo originariamente previsto e sul quale sia stata effettuata la prenotazione di almeno un posto.
Il ritardo prolungato del volo si verifica quando la partenza dell’aeromobile è ritardata rispetto all’orario di partenza previsto.
Per sapere a quali passeggeri si applica la normativa contenuta nel Regolamento si deve fare riferimento all’art. 3 che ne definisce l’ambito di applicazione e stabilisce che si applica:

  • ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro (sia se il volo è gestito da una compagnia aerea dell’UE o extra UE);
  • ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato in un paese terzo a destinazione di un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro, qualora il vettore aereo operante il volo in questione sia un vettore comunitario, tranne il caso che i suddetti passeggeri abbiano ricevuto benefici o una compensazione pecuniaria e assistenza nel paese terzo.

In tutti questi casi i passeggeri debbono:

  • disporre di una prenotazione confermata sul volo in questione e presentarsi all’accettazione secondo le modalità stabilite e all’ora precedentemente indicata per iscritto (anche per via elettronica) dal vettore aereo, operatore turistico o agente di viaggio autorizzato
  • qualora non sia indicata l’ora al più tardi quarantacinque minuti prima dell’ora di partenza pubblicata;
  • essere stati trasferiti da un vettore aereo o da un operatore turistico dal volo per il quale possedevano una prenotazione ad un altro volo, indipendentemente dal motivo.

E’ bene ricordare che il viaggio di andata e quello di ritorno sono sempre considerati due voli distinti, anche se sono stati prenotati insieme

Il Regolamento si applica a tutti i voli: di linea, charter e low cost.
Inoltre si applica anche ai passeggeri titolari di biglietti emessi nel quadro di un programma Frequent Flyer o di altri programmi commerciali dei vettori aerei o degli operatori turistici.
Il Regolamento non si applica, invece, ai passeggeri che viaggiano gratuitamente a una tariffa ridotta non accessibile, direttamente o indirettamente, al pubblico.
Inoltre non si applica nei casi in cui un circuito «tutto compreso» viene cancellato per motivi diversi dalla cancellazione del volo.
Va poi precisato che il Regolamento lascia comunque impregiudicati i diritti del passeggero di richiedere un risarcimento supplementare, così come restano salvi anche i diritti dei passeggeri stabiliti dalla direttiva 90/314/CEE che riguarda i viaggi, le vacanze ed i circuiti « tutto compreso », applicabile quindi ai singoli casi ove ne ricorrano i presupposti.
Infine va detto che l’importanza attribuita all’effettiva tutela dei diritti dei passeggeri riconosciuti nel Regolamento, si ricava anche dall’obbligo, espressamente previsto nello stesso, di informare i passeggeri in merito ai loro diritti mediante affissione da parte del vettore aereo di un cartello nella zona di registrazione e, al verificarsi dei disservizi, tramite presentazione ad ogni passeggero interessato di un avviso scritto contenente le regole in materia di compensazione pecuniaria ed assistenza previste dal Regolamento.


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