Il difensore d’ufficio si paga?

Nel processo penale italiano il difensore può essere chiamato a svolgere la sua attività sia in favore dell’autore del reato, che nell’interesse della vittima o di colui che, anche indirettamente, è rimasto danneggiato dal reato.
Quanto all’autore del reato, è utile ricordare che nell’ordinamento italiano chi è accusato di avere violato una norma di carattere penale, viene iscritto nel c.d. registro delle notizie di reato istituito presso ogni Procura della Repubblica e da tale momento assume la qualità di “indagato”.
Nel momento in cui l’Autorità Inquirente, all’esito delle indagini preliminari, riterrà di avere raccolto sufficienti elementi di accusa e si determinerà ad esercitare l’azione penale mediante la richiesta del giudizio, l’indagato assumerà formalmente la veste di “imputato”.
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Quando comincia a decorrere il termine della prescrizione nel reato di appropriazione indebita?

Non sempre coincidono il momento in cui viene posta in essere la condotta di appropriazione, costituito dall’iniziare a detenere la cosa come se fosse propria (c.d. interversione del possesso) e il momento in cui si verifica l’evento di appropriazione, costituito dalla manifestazione della volontà dell’agente di fare propria la cosa.

Il reato di appropriazione indebita si consuma nel momento dell’azione, cioè quando il soggetto comincia a tenere la cosa come se fosse il proprietario, e si perfeziona con il verificarsi dell’evento costituito dal momento in cui la vittima del reato (la c.d. persona offesa) viene a conoscenza dell’avvenuta appropriazione in suo danno.

L’evento appropriazione, in questi casi, si realizza quando la parte offesa subisce il danno della mancata restituzione.