L’omissione di soccorso

Nell’ordinamento italiano l’omissione di soccorso è un delitto disciplinato in via generale dal codice penale, che all’articolo 593 prevede la reclusione fino a un anno o la multa fino a 2.500 euro per chi, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’Autorità, ovvero, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità.
Occorre però evidenziare che i casi più frequenti di omissione di soccorso sono quelli che possono verificarsi in occasione degli incidenti stradali.
L’articolo 189 del Codice della Strada, intitolato “comportamento in caso di incidente”, prevede un’ipotesi peculiare di omissione di soccorso, un delitto imputabile all’utente della strada che non tenga il comportamento richiesto dalla norma ogniqualvolta l’incidente sia ricollegabile al suo comportamento.
In tali circostanze la persona ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno fisico.
L’utente della strada (si badi bene, non solo il conducente di un veicolo, ma anche il passeggero o addirittura il semplice pedone che sia protagonista ma non vittima di un sinistro – in questo caso il pedone attraversando fuori dalle strisce pedonali aveva provocato la caduta di un motociclista ed era scappato) che rimane coinvolto in un incidente ha il dovere di fermarsi per fornire le proprie generalità e per prestare assistenza, e ciò a prescindere dalla responsabilità rispetto alla verificazione del sinistro.
L’inadempimento a tali doveri costituisce la condotta materiale che può dare corso alla responsabilità per le ipotesi di reato previste dall’articolo 189 del Codice della Strada, anche quando le attività di assistenza siano delegate a terze persone o sia ipotizzato che altri soggetti stiano fornendo il soccorso.
E’ importante ricordare che recentemente il legislatore ha ampliato lo spettro dei doveri imposti agli utenti della strada, introducendo sanzioni di carattere amministrativo per le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti che non si attivino per assicurare il tempestivo intervento di soccorso agli animali  che  abbiano  subito  il  danno.

Il fatto-reato nell’ordinamento italiano

Nell’ordinamento italiano sono classificabili come reati tutti i fatti previsti come tali dalle leggi (codice penale o legislazione speciale).
Questo principio, meglio conosciuto come principio di “legalità” è contenuto nell’articolo 1 del codice penale, secondo cui “Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite”.
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Nomina del difensore da parte del latitante

La disposizione del codice di procedura penale che prevede la facoltà per i prossimi congiunti di nominare un difensore di fiducia alla persona fermata, arrestata o in custodia cautelare, è suscettibile di estensione anche al caso dell’imputato-indagato latitante, secondo la “ratio” della norma la quale intende agevolare l’intervento di un difensore di fiducia, a preferenza di quello d’ufficio, tutte le volte in cui l’interessato si trovi in difficoltà e non può agevolmente provvedere all’incombente personalmente.