Come orientarsi nella scelta dell’avvocato difensore

Capita spesso di trovarsi coinvolti in un processo penale senza avere la precisa cognizione di quello che sta accadendo.
Soprattutto quando si tratta di fatti-reato non molto gravi, per i quali le Forze dell’Ordine procedono senza l’applicazione di misure coercitive, come ad esempio la custodia cautelare in carcere o gli arresti domiciliari presso un’abitazione privata.

In questi casi, solitamente, si riceve un’avviso scritto presso l’indirizzo di residenza anagrafica, con l’indicazione di una data e un luogo (Caserma dei Carabinieri, Commissariato di Polizia, Comando Polizia Municipale ecc.) dove presentarsi per  effettuare la c.d. elezione di domicilio.
Questa è la prima scelta che la persona è chiamata a compiere e già da questo primo momento sarebbe auspicabile la consultazione con un avvocato penalista, per comprendere presso quale Autorità Giudiziaria è pendente il procedimento e in quale fase si trova.
L’avvocato inoltre potrà spiegare l’importanza della indicazione del domicilio per le notificazioni del processo, poiché ogni mutamento di residenza – anche ufficiale – non avrà efficacia nel procedimento penale, se non verrà comunciato nelle forme di legge all’Autorità che procede.
Insieme alla indicazione dell’indirizzo presso il quale ricevere le comunicazioni del procedimento, la persona è chiamata a nominare un difensore. Ove non lo faccia, le viene assegnato un difensore d’ufficio, con l’avvertimento che in ogni momento potà effettuare la nomina di una difensore di propria fiducia.
La scelta dell’avvocato difensore deve essere fondata sulla fiducia che si ripone nel professionista, dunque sarà fondamentale concordare un incontro, per comprendere se il legale al quale ci si sta rivolgendo fornisca la serenità necessaria, umanamente e professionalmente, per l’instaurazione del rapporto.
Ovviamente, proprio perché si tratta di un rapporto basato sulla fiducia, il professionista non è obbligato ad accettare l’incarico: cliente e avvocato si scelgono reciprocamente.
Anche il difensore d’ufficio può diventare difensore di fiducia, con la differenza che il difensore d’ufficio (se resta tale) a differenza di quello di fiducia, non può rifiutarsi – salvo specifiche ipotesi – di prestare la propria assistenza.
L’orientamento nella scelta dell’avvocato difensore presuppone una buona conoscenza di sè da parte della persona che deve praticare la scelta, poiché l’avvocato giusto per tutti non esiste e soltanto colui (o colei) che farà sentire la persona serena, per essere stata ascoltata e compresa, sarà l’avvocato giusto per quella persona.